Il Servo di Dio Pio VII, 251°esimo Papa di Santa Romana Chiesa, (14 Marzo 1800 – 20 Agosto 1823), aveva messo in guardia i Sudditi dello Stato Pontificio:

dal Prendere parte alla Vita di un Governo Usurpatore.

RIVOLUZIONE FRANCESE

VIA LA MONARCHIA CATTOLICA

NAPOLEONE

ELEZIONI

INIZIO DELLA DEMOCRAZIA

Accadde ai tempi della dominazione Francese su Roma, Il 10 febbraio 1798, le truppe transalpine che, orfane di Napoleone in procinto di partire per l’Egitto, erano ora guidate dal generale Louis-Alexandre Berthier, invasero Roma dando inizio all’occupazione francese della città.

Nell’Anno Domini 1809, avendo compreso l’aggravio della situazione, che pesando sulle sorti del Bel Regno Petrino con il primo diffondersi della cosiddetta “Democrazia” il Romano Pontefice intese subito cosa si andava insinuando nelle menti dei neoconquistati.

Iniziava l’operazione Massonica che traghettava le menti dell’epoca dal concetto Teomonarchico a quello di Stato Nazional-Liberale, cosi per tutta risposta Servo di Dio Pio VII Emise ben 2 Istruzioni. La Prima il 29 Maggio 1809 e la Seconda il 10 Giugno 1809 dichiarando l’illiceità dell’Assunzione di incarichi Pubblici e del Prestare Giuramento secondo la Formula del Governo invasore.

ALLORA NON ESISTEVANO ELEZIONI POLITICHE le prime si ebbero nel 1811.

Fortunatamente nel 1809 l’Astensione era l’unica possibile, dato che il Re Governava sulle Terre Emerse, e l’unico ad Essere riconosciuto Direttamente dal cielo come tale, era solo, soltanto ed Esclusivamente il Romano Pontefice, infatti tutti i Sudditi Romani furono compatti nell’Astensione, tanto da costringere il Governo Francese a Nominare d’Autorità i Senatori di Roma

Il Grande Beato Santo Padre Pio IX, 255°esimo Papa di Santa Romana Chiesa (16 Giugno 1846 – 7 Febbraio 1878) e il Suo Successore, il Sommo Pontefice Leone XIII capirono che votare in Italia, era completamente inutile, dannoso, e peccaminoso. Ribadendolo più volte in diverse encicliche pubblicamente già dall’Anno Domini 1849.

Su questa scia nell’anno Domini 1860 venne Emesso il NON EXPEDIT.

Il Grande Beato Pio IX e il Suo Successore Sommo Papa Leone XIII, 256°esimo Papa di Santa Romana Chiesa (20 Febbraio 1878 – 20 Luglio 1903) proibirono Rigorosamente ai Cattolici italiani di andare a votare alle elezioni politiche, e persino, di presentarsi come candidati politici.

Il Grande Beato Pio IX espresse lo stesso concetto diverse volte:

il 18 giugno 1874 in un discorso alle Opere Cattoliche;

l’11 ottobre 1874 in un discorso alle donne cattoliche del circolo romano di Santa Melania;

il 21 dicembre 1874 in un’allocuzione al Collegio dei Cardinali;

il 25 novembre 1876 in una Lettera Apostolica inviata al Congresso Cattolico di Bologna;

il 29 gennaio 1877 in una Lettera Apostolica inviata al Presidente della Gioventù Cattolica.

L’intervento più decisivo fu quello del Sant’Uffizio, nel luglio del 1886, durante il pontificato di Leone XIII, che si espresse con la formula: NON EXPEDIT PROHIBITIONEM IMPORTAT (“la non convenienza implica il divieto”).

Così il Beato Pio IX si espresse nel suo intervento dell’11 ottobre 1874:

«E poiché da qualche città d’Italia abbiamo ricevuto la domanda sulla liceità di sedere in quell’aula

[Parlamento italiano],

mentre consiglio a pregare, rispondiamo alle interrogazioni con due sole osservazioni.

E diciamo, in prima, che la scelta non è libera, perché le passioni politiche oppongono troppi e potenti ostacoli.

E fosse anche libera, resterebbe un ostacolo anche maggiore da superarsi, quello del giuramento che ciascuno è obbligato a prestare senza alcuna restrizione.

Questo giuramento, notate bene, dovrebbe prestarsi a Roma, qui nella capitale del Cattolicesimo, qui sotto gli occhi del Vicario di Gesù Cristo.

E dovrebbe giurarsi l’osservanza, la tutela, e il mantenimento delle leggi dello Stato: cioè si deve giurare di sancire lo spoglio della Chiesa, i sacrilegi commessi, l’insegnamento anticattolico, e quel che di più che si fa e si farà nell’avvenire.

Per il che Noi concludiamo che non è lecito andare a sedere in quell’aula parlamentare».

CHI VOTA ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE, FA PECCATO, SI MACCHIA LA COSCIENZA, ESPONE LA PROPRIA ANIMA ALL’INFLUSSO DEI DEMONI, E SI ATTIRA SU DI SÈ E SUI PROPRI CARI LE PEGGIORI DISGRAZIE.

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