FALSO PROFETA E MASSONE

Martin Luther King era un pastore battista americano, politico, attivista e leader dei diritti civili. È stato il più giovane premio Nobel per la Pace della storia, conferitogli nel 1964 all’età di soli 35 anni.

È stato da molti definito “l’apostolo instancabile della resistenza non violenta”“l’eroe e il paladino dei reietti e degli emarginati” e si è battuto contro ogni pregiudizio etnico.

Fu colpito e ucciso da un colpo di fucile sparatogli alla testa il 4 Aprile 1968 mentre stava sul balcone del secondo piano del Lorraine Motel a Memphis.

Martin Luther era anche massone, iniziato presso la Ur-Lodge “Hiram Rhodes Revels” nel febbraio 1957, la stessa loggia dove era membro Robert Francis Kennedy [1].

Come tutti i massoni la sua abitudine a raccontare agli amici cose oscene, soprattutto dal punto di vista sessuale, era nota a tutti. L’amico Michael Eric Dyson raccontava che King parlava spesso di sesso in pubblico ed era sessualmente sconsiderato.

Secondo il suo biografo Taylor Branch, King la notte prima dell’assassinio tradiva la moglie Coretta Scott andando con un gruppo di donne. Questa informazione la riporta Ralph Abernathy nel suo libro “And The Walls Came Tumbling Down”.

Altra cosa che molti non sanno è che King era un eretico. In alcuni suoi libri come “The Bodily Resurrection” o in “Virgin Birth” nega la divina concezione del Figlio di Dio, la sua Nascita Verginale e la sua Resurrezione corporale. Considerava queste dottrine insostenibili sia filosoficamente che storicamente e riteneva che andassero interpretate simbolicamenteIl fatto che Gesù Cristo fosse il Figlio Eterno di Dio King lo interpretava in senso allegorico come sinonimo di conformità ad una volontà superiore e non nel senso letterale del termine.

Negava l’espiazione di Cristo poiché, dal suo punto di vista, nessuna persona può essere punita al posto di un’altra. La definiva addirittura immorale e pericolosa.

Per concludere, King considerava il giardino dell’Eden e le vicende descritte nel libro della Genesi come miti analoghi a quelli che si trovano nelle religioni orientaliIl cristianesimo per il premio Nobel copiò il Mitraismo  e le religioni più antiche, reinterpretandone i simboli e le mitologie [2].

Alla luce di queste informazioni si può dedurre il pericoloso relativismo culturale tanto caro ai massoni che vede nelle religioni e quindi anche nel cristianesimo un insieme di mitologie che presentano, dal loro punto di vista, simboli e significati similiUn simile atteggiamento porta inevitabilmente a non considerare più le Scritture Sacre come Parola di Dio. I versetti della Bibbia diventano così parola di uomo, alla stregua delle Upanishad, della Bhagavad-gita e del Corano. Ciò è inaccettabile per i veri cattolici che vedono nelle parole di Cristo e degli Apostoli il fondamento della loro fede e del loro operare.

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